Ciao a tutti,
mi chiamo Karin Moroder, sono nata il 30 Novembre 1974 a Bolzano e vivo a Santa Cristina Val Gardena.
Il fondo mi ha affascinato subito: con il fondo si è soli con la natura, non ci sono code e si incontra solo qualche scoiattolo.
Mai avrei pensato che la mia passione si sarebbe trasformata in un lavoro prodigo di soddisfazioni. Non sempre si può vincere, e l’ho capito fin da subito, ma con l’impegno e la costanza sono migliorata fino a vincere prima le gare provinciali, poi quelle regionali …
Nel frattempo non ho voluto abbandonare gli studi d’arte, quindi il tempo per gli allenamenti era il mio tempo libero, da dividere con lo studio del pianoforte. Dopo il diploma, l’ingresso nella squadra nazionale osservati mi ha fatto pensare allo sport non solo come un hobby ma come un lavoro, e nel ’94 il primo risultato importante: titolo italiano giovanile al Passo Cereda.
Nel ’95 i primi risultati internazionali: spesso sul podio, ma nessuna vittoria … alla fine però la vittoria nella classifica generale della Coppa Europa …
Nel ’96 inizia la gavetta in coppa del Mondo. L’apprendistato è un periodo essenziale per formare l’atleta. Ogni tanto qualche confronto in Coppa Europa, mi ha permesso di arrivare seconda nella classifica generale.
La stagione 97-98 rimarrà particolare …
In coppa del Mondo i primi due podi in staffetta durante il mese di dicembre: tanto morale per il proseguo della stagione.
Un ricordo indelebile le due gare a Ramsau … in due gare a tecnica classica 12° e 13° posto, non un podio, non una vittoria, ma una grande soddisfazione: i miei due punti di riferimento dietro di me … Steffy e Manu erano e sono due esempi per me.
Grazie ai due podi durante i campionati italiani e alle buone performance in coppa il sogno diventa realtà, partecipare alle prime Olimpiadi a Nagano Giappone.
Pensavo d’aver concluso la mia esperienza con il 29° posto durante la 15 km a tecnica classica, quando la mattina della staffetta 4 x 5 il direttore tecnico mi sveglia chiedendomi come stavo: “bene gli rispondo” io “almeno abbastanza per sostenere le mie compagne”… forse è stato l’ultimo attimo in cui le gambe non mi hanno più tremato. “Karin sei la prima frazionista della staffetta olimpica dell’Italia”, io però non ero mica pronta né dal punto di vista fisico che di materiali …
La mia storia affascinò anche qualche giornalista che il giorno dopo scrisse “… a letto come riserva, si sveglia con addosso la medaglia …”. Ancora oggi ricordo quella giornata come un sogno.
Bella stagione che mi ripagò dei tanti chilometri fatti con gli Skiroll durante l’estate.
Dal 1997 i primi esperimenti sprint: nella prima gara di coppa del Mondo, miglior tempo in qualifica. Bell’inizio, peccato la mancanza d’esperienza … eliminata al primo turno.
L’esperienza è, infatti, indispensabili per ottenere ogni tipo di risultato. Nulla sarebbe sufficiente, però, senza la capacità di conoscere e superare la fatica.
Nel 1998 ancora Milano, ma questa volta 4° posto, perdendo la finale per il 3° posto con la Martinsen.
Come regalo di Natale il primo podio di coppa del Mondo: Engelberg (Svizzera) seguito da altri ottimi risultati nei primi 10 concludendo al 5° posto dello Sprint Tour.
In febbraio ’99 i mondiali a Ramsau. Poca fortuna come atleta: non sempre la condizione è con te nei momenti che contano. Comunque come commentatrice sportiva ho raccontato del podio della mie compagne.
La stagione successiva si apre con un bel podio insieme a Stefania Belmondo in staffetta Sprint, un momento che custodisco gelosamente nella mia scatola dei ricordi.
Una serie di caduta mi fanno capire che per crescere bisogna sapersi rialzare. Con questa convinzione inizio al stagione 2000-2001. In quasi tutte le sprint sempre in semifinale, però, mai in finale… comunque alla fine 8° posto nella classifica generale di coppa del Mondo di specialità.
I mondiali, penso non siano la mia gara … anche a Lahti, infatti, la condizione non era dalla mia … nella sprint solo fra le prime trenta …
Nel 2002 la mia seconda Olimpiade … Il 6° posto nella sprint di Garmisch mi ha dato il biglietto per gli States, ma peccato che la condizione non c’è mai stata.
Poco prima dei mondiali di casa, in Val di Fiemme, ad Asiago un altro podio con Arianna Follis in staffetta Sprint … peccato che l’influenza ha condizionato i miei Mondiali ...
Un altro podio custodisco gelosamente nella mia scatola dei ricordi: questa volta con la giovane Cristina Kelder. A Dobbiaco il primo podio di coppa tutto gardenese. Io e Cristina viviamo a meno di un chilometro di distanza e per me è stata una grande emozione condividere con lei il terzo gradino del podio davanti al nostro pubblico.
Con la squadra sprint incremento la mia esperienza sia con lavori specifici effettuati durante l’estate che sulla neve durante l’inverno: il 4° posto a Berna nel dicembre 2004 un primo passo per confermare la mia permanenza tra le prime trenta al mondo in Sprint.
28 maggio 2005 durante un allenamento di skiroll sulla statale della Val Gardena l’imprevisto: rottura del malleolo destro. Tanto tempo per riflettere, per capire se mi sentivo ancora competitiva, con la giusta determinazione e mentalità per affrontare una preparazione, oppure se dire basta. I dubbi sono durati appena un giorno anche grazie all’arrivo di un simpatico milanese nella mia vita.
Nel mio profondo non ci sono mai stati dubbi: adoro il mio sport, mi emoziona sciare e quindi ho ripreso con rinnovata passione la preparazione estiva cercando di farmi trovare pronta per le poche apparizioni in coppa del mondo … la forma arrivò, però, troppo tardi per la qualifica alla mia terza Olimpiade a Torino.
Stesso posto, stesso mese, ma dieci anni dopo: il Passo Cereda è nuovamente testimone del mio primo titolo italiano senior: 10 km tecnica classica.
La stagione 2006 2007 si apre con obiettivi chiari e la convinzione di poter rientrare in squadra ed essere presente a Sapporo per i Mondiali.
Inizio la preparazione con il gruppo sportivo della Forestale sotto la direzione di Freddy Stauder e tanti giovani, che trattandomi come una di loro mi hanno fatto capire che fortunata che ho avuto riuscendo ad emergere nello sport che amo.
A Slingia si rompe l’incantesimo: finalmente conquisto il titolo italiano Sprint dopo averci provato per molto tempo …
A dicembre si parte per il Tour de Ski che si apre con un 10° posto nella Sprint di Monaco e buoni piazzamenti nelle gare successive piene di esperienze nuove e sul Cermis un bagno di folla che difficilmente dimenticherò.
A Febbraio parto per i Mondiali in Giappone ... Peccato per l’errore nella scelta dei materiali durante le qualifiche della sprint, un azzardo concordato che però non ha dato i frutti sperati … una trenta infinita come premio di consolazione chiude il mio mondiale…
Tanti viaggi poche gare hanno fatto precipitare la forma fisica che però è tornata per il finale di stagione con un promettente 15° posto nella sprint a tecnica classica a Stoccolma.
La fine delle gare e il rientro a casa non sono mai stati così agognati come la scorsa primavera … un matrimonio da preparare e una nuova vita da iniziare …
Il 9 giugno ‘07 con parenti e tanti amici mi sono sposata con il mio milanese Giuseppe Perna …
Uno slancio nuovo e tanta voglia di fare bene nella nuova squadra Sprint diretta da Francesco Semenzato per la stagione successiva… Poca fortuna in Coppa del Mondo, ed un secondo posto nella classifica generale di Coppa Europa dietro Manuela Henkel… Due titoli italiani: nella staffetta con Confortola e Valbusa e ancora nella staffetta Sprint con Arianna Follis. Un argento nella Sprint dietro la mia attuale compagna di squadra Elisa Brochard ed un bronzo nel pursuit.
Quest’anno si riparte con lo stesso gruppo ma con tanta voglia di emergere e con giusta determinazione e cattiveria agonistica!”